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Mobile World Congress: i 5 argomenti caldi dell’edizione 2010
Smartphone, piattaforme, applicazioni, reti veloci di quarta generazione e mobile payment. Mentre alla fiera di Barcellona si sbaraccano i padiglioni, i grandi temi del Mobile World Congress 2010 girano tutti intorno ai contenuti, sono strettamente collegati tra loro e promettono un’annata di grandi novità, in termini di innovazione e in termini di numeri. 20, 10 e 6: non è una tris da giocare sulla ruota di Barcellona, ma i terminali annunciati in uscita entro l’anno, rispettivamente, da Motorola, Acer e ZTE. Sony Ericsson proprio a Barcellona ne ha svelati ben 5 e Samsung ha sconvolto le carte in tavola con un solo smartphone, il Wave: schermo AM-OLED d’avanguardia e nuova piattaforma Bada, con accesso diretto al Samsung Application Store.
Proprio il lancio di Bada – e di MeeGo, nato dall’unione do Nokia e Intel – sono una dimostrazione di forza in un momento in cui i piccoli, per non essere spazzati via, si coalizzano in una Wholesale Applications Community, in cui dare spazio ad applicazioni che siano utilizzabili a prescindere dal modello usato, dal suo sistema operativo e, ovviamente, dal brand dell’operatore mobile scelto. Ma secondo gli analisti di Juniper Research, specializzati proprio in telefonia mobile e modelli di business, la vera sorpresa resta Android: questa edizione del Mobile World Congress ha visto proliferare i telefoni che hanno scelto di sviluppare la propria interfaccia su questo sistema operativo open source: Alcatel, Dell, HTC, LG, Motorola, Samsung, Sony Ericsson e ZTE. Una flotta crescente, alimentata dal nuovo mantra di Google: Mobile first.
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Mobile World Congress: i 5 argomenti caldi dell’edizione 2010

Smartphone, piattaforme, applicazioni, reti veloci di quarta generazione e mobile payment. Mentre alla fiera di Barcellona si sbaraccano i padiglioni, i grandi temi del Mobile World Congress 2010 girano tutti intorno ai contenuti, sono strettamente collegati tra loro e promettono un’annata di grandi novità, in termini di innovazione e in termini di numeri. 20, 10 e 6: non è una tris da giocare sulla ruota di Barcellona, ma i terminali annunciati in uscita entro l’anno, rispettivamente, da Motorola, Acer e ZTE. Sony Ericsson proprio a Barcellona ne ha svelati ben 5 e Samsung ha sconvolto le carte in tavola con un solo smartphone, il Wave: schermo AM-OLED d’avanguardia e nuova piattaforma Bada, con accesso diretto al Samsung Application Store.

Proprio il lancio di Bada – e di MeeGo, nato dall’unione do Nokia e Intel – sono una dimostrazione di forza in un momento in cui i piccoli, per non essere spazzati via, si coalizzano in una Wholesale Applications Community, in cui dare spazio ad applicazioni che siano utilizzabili a prescindere dal modello usato, dal suo sistema operativo e, ovviamente, dal brand dell’operatore mobile scelto. Ma secondo gli analisti di Juniper Research, specializzati proprio in telefonia mobile e modelli di business, la vera sorpresa resta Android: questa edizione del Mobile World Congress ha visto proliferare i telefoni che hanno scelto di sviluppare la propria interfaccia su questo sistema operativo open source: Alcatel, Dell, HTC, LG, Motorola, Samsung, Sony Ericsson e ZTE. Una flotta crescente, alimentata dal nuovo mantra di Google: Mobile first.

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Waze, il navigatore social con le mappe driver-generated
In mezzo a tutta quella concorrenza esposta al Mobile World Congress, un navigatore in particolare si è distinto per originalità, funzioni e innovazione: Waze, il primo software di navigazione GPS basato su mappe driver generated. Start up israeliana creata un paio d’anni fa, solo negli ultimi tempi è balzata sotto ai riflettori grazie all’ingresso di questo prodotto nella Top25 delle applicazioni free più scaricate su iPhone. In poco tempo, Waze ha raccolto 500.000 utenti in tutto il mondo, con Israele in cima alla classifica, seguito dagli Stati Uniti e dall’Italia, che può contare su ben 30.000 iscritti alla community. Non solo Apple: Waze gira anche su Android, Windows Mobile e Symbian.
Ma cosa fa questo Waze di così particolare? Non è tanto quello che fa, a renderlo speciale, ma quello che fa fare. Navigando con Waze aperto sul proprio smartphone, si hanno diverse opzioni, tutte accessibili con un solo clic sul display: segnalare un appostamento della polizia, un autovelox o un tamponamento; uppare una foto, magari per dimostrare agli increduli che – si, davvero – s’è aperta una voragine in mezzo alla tangenziale; e se la velocità scende sotto una soglia accettabile, un pop-up salta su e chiede Hai incontrato traffico?, in modo da poter lanciare la segnalazione a tutti gli altri navigatori connessi nei paraggi.
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Waze, il navigatore social con le mappe driver-generated

In mezzo a tutta quella concorrenza esposta al Mobile World Congress, un navigatore in particolare si è distinto per originalità, funzioni e innovazione: Waze, il primo software di navigazione GPS basato su mappe driver generated. Start up israeliana creata un paio d’anni fa, solo negli ultimi tempi è balzata sotto ai riflettori grazie all’ingresso di questo prodotto nella Top25 delle applicazioni free più scaricate su iPhone. In poco tempo, Waze ha raccolto 500.000 utenti in tutto il mondo, con Israele in cima alla classifica, seguito dagli Stati Uniti e dall’Italia, che può contare su ben 30.000 iscritti alla community. Non solo Apple: Waze gira anche su Android, Windows Mobile e Symbian.

Ma cosa fa questo Waze di così particolare? Non è tanto quello che fa, a renderlo speciale, ma quello che fa fare. Navigando con Waze aperto sul proprio smartphone, si hanno diverse opzioni, tutte accessibili con un solo clic sul display: segnalare un appostamento della polizia, un autovelox o un tamponamento; uppare una foto, magari per dimostrare agli increduli che – si, davvero – s’è aperta una voragine in mezzo alla tangenziale; e se la velocità scende sotto una soglia accettabile, un pop-up salta su e chiede Hai incontrato traffico?, in modo da poter lanciare la segnalazione a tutti gli altri navigatori connessi nei paraggi.

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