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Diventa poliglotta in due clic con VoxOx
Preparatevi a un minuto di mal di testa, perché VoxOx è più difficile da spiegare che da usare. Innanzitutto, questo programmino – presentato in anteprima al Mobile World Congress – funge da aggregatore multi account di instant messaging, in grado di collegarsi contemporaneamente ai vari Windows Live Messenger, Twitter, alla chat di Facebook e ad altre piattaforme meno famose. Un po’ come Trillian, eBuddy o IMO, ma con in più la gestione anche di posta e SMS. La chicca, poi, sta tutta nell’Universal Translator: il software - che traduce istantaneamente i propri messaggi, permettendo conversazioni in tempo reale - supporta già 50 lingue per chattare e appena 37 per gli SMS.
Visto all’opera, VoxOx è incredibile per facilità d’utilizzo e per efficacia. Installato il programma sul proprio computer, si aggiungono tutti i propri account di instant messaging sparsi per la Rete e si può cominciare. L’uso del traduttore universale è semplice: quando si inizia una chat con qualche amico stranierofono si aprono non una, ma due finestre. Quella ufficiale, per esempio Windows Live Messenger, e una seconda finestra, VoxOx: scrivendo in italiano (o in inglese, come nello screenshot qui sotto) nel box di VoxOx, il messaggio, tradotto nella lingua del vostro interlocutore, viene normalmente, istantaneamente recapitato su MSN. Uguale, al contrario, per le risposte in bosniaco di Erik, scritte tramite Messenger e tradotte istantaneamente su VoxOx. Pazzesco.
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Diventa poliglotta in due clic con VoxOx

Preparatevi a un minuto di mal di testa, perché VoxOx è più difficile da spiegare che da usare. Innanzitutto, questo programmino – presentato in anteprima al Mobile World Congress – funge da aggregatore multi account di instant messaging, in grado di collegarsi contemporaneamente ai vari Windows Live Messenger, Twitter, alla chat di Facebook e ad altre piattaforme meno famose. Un po’ come Trillian, eBuddy o IMO, ma con in più la gestione anche di posta e SMS. La chicca, poi, sta tutta nell’Universal Translator: il software - che traduce istantaneamente i propri messaggi, permettendo conversazioni in tempo reale - supporta già 50 lingue per chattare e appena 37 per gli SMS.

Visto all’opera, VoxOx è incredibile per facilità d’utilizzo e per efficacia. Installato il programma sul proprio computer, si aggiungono tutti i propri account di instant messaging sparsi per la Rete e si può cominciare. L’uso del traduttore universale è semplice: quando si inizia una chat con qualche amico stranierofono si aprono non una, ma due finestre. Quella ufficiale, per esempio Windows Live Messenger, e una seconda finestra, VoxOx: scrivendo in italiano (o in inglese, come nello screenshot qui sotto) nel box di VoxOx, il messaggio, tradotto nella lingua del vostro interlocutore, viene normalmente, istantaneamente recapitato su MSN. Uguale, al contrario, per le risposte in bosniaco di Erik, scritte tramite Messenger e tradotte istantaneamente su VoxOx. Pazzesco.

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Mobile World Congress: l’ondata di novità di casa Samsung
Lo vedi di sfuggita e sembra il vecchio Omnia 2; lo vedi acceso e non c’è più dubbio: lo schermo del Samsung Wave non si confonde davvero. Lo chiamano Super AMOLED e promette immagini ultrabrillanti. Promessa mantenuta, grazie alla combinazione di risoluzione WVGA e tecnologia mDNIe (mobile Digital Natural Image engine), la stessa che Samsung offre nei TV LCD e LED, ma declinata per schermi più piccoli e portatili. Magari non te ne accorgi mandando un sms o conttrollando la posta, ma appena si apre la fotocamera o si accede alla libreria video la differenza con qualsiasi schermo visto fin qui è notevole. Specie perché Samsung Wave è in grado di riprodurre qualsiasi formato, dal DivX all’Xvid con audio 5.1 Surround e l’HD.
I 3,3” di display sono effettivamente molto brillanti, anche con inclinazioni di visualizzazione azzardate, e subiscono pochi riflessi ambientali. Sottile, ma non troppo (11 millimatri), dalla forma vagamente già vista (richiama molto l’Omnia 2 ed è ovvio, visto il successo del predecessore), il Wave fa un salto di qualità con la nuova interfaccia touch ultra scorrevole e il debutto del sistema operativo proprietario. Andiamo con ordine.
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Mobile World Congress: l’ondata di novità di casa Samsung

Lo vedi di sfuggita e sembra il vecchio Omnia 2; lo vedi acceso e non c’è più dubbio: lo schermo del Samsung Wave non si confonde davvero. Lo chiamano Super AMOLED e promette immagini ultrabrillanti. Promessa mantenuta, grazie alla combinazione di risoluzione WVGA e tecnologia mDNIe (mobile Digital Natural Image engine), la stessa che Samsung offre nei TV LCD e LED, ma declinata per schermi più piccoli e portatili. Magari non te ne accorgi mandando un sms o conttrollando la posta, ma appena si apre la fotocamera o si accede alla libreria video la differenza con qualsiasi schermo visto fin qui è notevole. Specie perché Samsung Wave è in grado di riprodurre qualsiasi formato, dal DivX all’Xvid con audio 5.1 Surround e l’HD.

I 3,3” di display sono effettivamente molto brillanti, anche con inclinazioni di visualizzazione azzardate, e subiscono pochi riflessi ambientali. Sottile, ma non troppo (11 millimatri), dalla forma vagamente già vista (richiama molto l’Omnia 2 ed è ovvio, visto il successo del predecessore), il Wave fa un salto di qualità con la nuova interfaccia touch ultra scorrevole e il debutto del sistema operativo proprietario. Andiamo con ordine.

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Mobile World Congress: i 5 argomenti caldi dell’edizione 2010
Smartphone, piattaforme, applicazioni, reti veloci di quarta generazione e mobile payment. Mentre alla fiera di Barcellona si sbaraccano i padiglioni, i grandi temi del Mobile World Congress 2010 girano tutti intorno ai contenuti, sono strettamente collegati tra loro e promettono un’annata di grandi novità, in termini di innovazione e in termini di numeri. 20, 10 e 6: non è una tris da giocare sulla ruota di Barcellona, ma i terminali annunciati in uscita entro l’anno, rispettivamente, da Motorola, Acer e ZTE. Sony Ericsson proprio a Barcellona ne ha svelati ben 5 e Samsung ha sconvolto le carte in tavola con un solo smartphone, il Wave: schermo AM-OLED d’avanguardia e nuova piattaforma Bada, con accesso diretto al Samsung Application Store.
Proprio il lancio di Bada – e di MeeGo, nato dall’unione do Nokia e Intel – sono una dimostrazione di forza in un momento in cui i piccoli, per non essere spazzati via, si coalizzano in una Wholesale Applications Community, in cui dare spazio ad applicazioni che siano utilizzabili a prescindere dal modello usato, dal suo sistema operativo e, ovviamente, dal brand dell’operatore mobile scelto. Ma secondo gli analisti di Juniper Research, specializzati proprio in telefonia mobile e modelli di business, la vera sorpresa resta Android: questa edizione del Mobile World Congress ha visto proliferare i telefoni che hanno scelto di sviluppare la propria interfaccia su questo sistema operativo open source: Alcatel, Dell, HTC, LG, Motorola, Samsung, Sony Ericsson e ZTE. Una flotta crescente, alimentata dal nuovo mantra di Google: Mobile first.
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Mobile World Congress: i 5 argomenti caldi dell’edizione 2010

Smartphone, piattaforme, applicazioni, reti veloci di quarta generazione e mobile payment. Mentre alla fiera di Barcellona si sbaraccano i padiglioni, i grandi temi del Mobile World Congress 2010 girano tutti intorno ai contenuti, sono strettamente collegati tra loro e promettono un’annata di grandi novità, in termini di innovazione e in termini di numeri. 20, 10 e 6: non è una tris da giocare sulla ruota di Barcellona, ma i terminali annunciati in uscita entro l’anno, rispettivamente, da Motorola, Acer e ZTE. Sony Ericsson proprio a Barcellona ne ha svelati ben 5 e Samsung ha sconvolto le carte in tavola con un solo smartphone, il Wave: schermo AM-OLED d’avanguardia e nuova piattaforma Bada, con accesso diretto al Samsung Application Store.

Proprio il lancio di Bada – e di MeeGo, nato dall’unione do Nokia e Intel – sono una dimostrazione di forza in un momento in cui i piccoli, per non essere spazzati via, si coalizzano in una Wholesale Applications Community, in cui dare spazio ad applicazioni che siano utilizzabili a prescindere dal modello usato, dal suo sistema operativo e, ovviamente, dal brand dell’operatore mobile scelto. Ma secondo gli analisti di Juniper Research, specializzati proprio in telefonia mobile e modelli di business, la vera sorpresa resta Android: questa edizione del Mobile World Congress ha visto proliferare i telefoni che hanno scelto di sviluppare la propria interfaccia su questo sistema operativo open source: Alcatel, Dell, HTC, LG, Motorola, Samsung, Sony Ericsson e ZTE. Una flotta crescente, alimentata dal nuovo mantra di Google: Mobile first.

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Garmin-Asus Nuvifone: non chiamateli (solo) navigatori
La cosa impressionante di questi tel.. nav.. di questi Nuvifone - vedendoli all’opera – è che non perdono il segnale nemmeno nei sottopassi più lunghi, quando tra satellite e ricevitore ci sono diversi strati di asfalto e chissà cos’altro. Finalmente pronti per affrontare il mercato e l’agguerrita concorrenza, quelli di Garmin-Asus sembrano essersi presi tutto il tempo necessario per mettere a punto due gioiellini di tecnologia, hardware e software.
L’M10 – quello bianco, nella foto – è uno smartphone full-touch sviluppato su Windows Mobile 6.5.3, mentre l’A50 – quello nero – ha un androide nel motore, in una versione 1.6 talmente arricchita da assomigliare parecchio alla 2.0. Così diversi, così simili, entrambi puntano tutto sull’integrazione della geolocalizzazione con gli altri servizi classici del telefono: con un clic si può inviare la propria posizione GPS via sms o email o condividerla su Facebook o GyPSii; aprendo internet si può sfruttare la propria posizione per sapere cosa c’è intorno; foto e video registrano automaticamente meta dati con la posizione di dove siano stati realizzati; perfino l’agenda è integrata. Giusto per avere un’idea di cosa voglia dire: all’avvicinarsi di un appuntamento, si può ricevere direttamente il percorso da seguire, mentre, per ricordarsi di fare la spesa, si può programmare un reminder che salti su quando il GPS rilevi il proprio supermercato in vicinanza.
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Garmin-Asus Nuvifone: non chiamateli (solo) navigatori

La cosa impressionante di questi tel.. nav.. di questi Nuvifone - vedendoli all’opera – è che non perdono il segnale nemmeno nei sottopassi più lunghi, quando tra satellite e ricevitore ci sono diversi strati di asfalto e chissà cos’altro. Finalmente pronti per affrontare il mercato e l’agguerrita concorrenza, quelli di Garmin-Asus sembrano essersi presi tutto il tempo necessario per mettere a punto due gioiellini di tecnologia, hardware e software.

L’M10 – quello bianco, nella foto – è uno smartphone full-touch sviluppato su Windows Mobile 6.5.3, mentre l’A50 – quello nero – ha un androide nel motore, in una versione 1.6 talmente arricchita da assomigliare parecchio alla 2.0. Così diversi, così simili, entrambi puntano tutto sull’integrazione della geolocalizzazione con gli altri servizi classici del telefono: con un clic si può inviare la propria posizione GPS via sms o email o condividerla su Facebook o GyPSii; aprendo internet si può sfruttare la propria posizione per sapere cosa c’è intorno; foto e video registrano automaticamente meta dati con la posizione di dove siano stati realizzati; perfino l’agenda è integrata. Giusto per avere un’idea di cosa voglia dire: all’avvicinarsi di un appuntamento, si può ricevere direttamente il percorso da seguire, mentre, per ricordarsi di fare la spesa, si può programmare un reminder che salti su quando il GPS rilevi il proprio supermercato in vicinanza.

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Waze, il navigatore social con le mappe driver-generated
In mezzo a tutta quella concorrenza esposta al Mobile World Congress, un navigatore in particolare si è distinto per originalità, funzioni e innovazione: Waze, il primo software di navigazione GPS basato su mappe driver generated. Start up israeliana creata un paio d’anni fa, solo negli ultimi tempi è balzata sotto ai riflettori grazie all’ingresso di questo prodotto nella Top25 delle applicazioni free più scaricate su iPhone. In poco tempo, Waze ha raccolto 500.000 utenti in tutto il mondo, con Israele in cima alla classifica, seguito dagli Stati Uniti e dall’Italia, che può contare su ben 30.000 iscritti alla community. Non solo Apple: Waze gira anche su Android, Windows Mobile e Symbian.
Ma cosa fa questo Waze di così particolare? Non è tanto quello che fa, a renderlo speciale, ma quello che fa fare. Navigando con Waze aperto sul proprio smartphone, si hanno diverse opzioni, tutte accessibili con un solo clic sul display: segnalare un appostamento della polizia, un autovelox o un tamponamento; uppare una foto, magari per dimostrare agli increduli che – si, davvero – s’è aperta una voragine in mezzo alla tangenziale; e se la velocità scende sotto una soglia accettabile, un pop-up salta su e chiede Hai incontrato traffico?, in modo da poter lanciare la segnalazione a tutti gli altri navigatori connessi nei paraggi.
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Waze, il navigatore social con le mappe driver-generated

In mezzo a tutta quella concorrenza esposta al Mobile World Congress, un navigatore in particolare si è distinto per originalità, funzioni e innovazione: Waze, il primo software di navigazione GPS basato su mappe driver generated. Start up israeliana creata un paio d’anni fa, solo negli ultimi tempi è balzata sotto ai riflettori grazie all’ingresso di questo prodotto nella Top25 delle applicazioni free più scaricate su iPhone. In poco tempo, Waze ha raccolto 500.000 utenti in tutto il mondo, con Israele in cima alla classifica, seguito dagli Stati Uniti e dall’Italia, che può contare su ben 30.000 iscritti alla community. Non solo Apple: Waze gira anche su Android, Windows Mobile e Symbian.

Ma cosa fa questo Waze di così particolare? Non è tanto quello che fa, a renderlo speciale, ma quello che fa fare. Navigando con Waze aperto sul proprio smartphone, si hanno diverse opzioni, tutte accessibili con un solo clic sul display: segnalare un appostamento della polizia, un autovelox o un tamponamento; uppare una foto, magari per dimostrare agli increduli che – si, davvero – s’è aperta una voragine in mezzo alla tangenziale; e se la velocità scende sotto una soglia accettabile, un pop-up salta su e chiede Hai incontrato traffico?, in modo da poter lanciare la segnalazione a tutti gli altri navigatori connessi nei paraggi.

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Mobile World Congress: una pioggia di navigatori
Padiglione che vai, navigatore che trovi. Quest’anno come mai prima, la simbiosi tra navigazione GPS e cellulari vive un momento di fortissima espansione. Con Garmin ormai membro onorario della famiglia della telefonia mobile (i Nuvifone meritano uno spazio a parte), Nokia Maps e Tom Tom Mobile grandi assenti, gli altri c’erano tutti, dai più conosciuti agli emergenti. Eccoli, in ordine rigorosamente alfabetico, per garantirvi quella facilità di consultazione che tra gli stand della Fiera di Barcellona era impossibile pretendere. Scegliete il preferito per prezzi, grafica, servizi aggiuntivi, installate e… partite.
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Mobile World Congress: una pioggia di navigatori

Padiglione che vai, navigatore che trovi. Quest’anno come mai prima, la simbiosi tra navigazione GPS e cellulari vive un momento di fortissima espansione. Con Garmin ormai membro onorario della famiglia della telefonia mobile (i Nuvifone meritano uno spazio a parte), Nokia Maps e Tom Tom Mobile grandi assenti, gli altri c’erano tutti, dai più conosciuti agli emergenti. Eccoli, in ordine rigorosamente alfabetico, per garantirvi quella facilità di consultazione che tra gli stand della Fiera di Barcellona era impossibile pretendere. Scegliete il preferito per prezzi, grafica, servizi aggiuntivi, installate e… partite.

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Google punta tutto sugli smartphone
”La rivoluzione di internet mobile è maggiore di quella della stessa internet”. Lo dice Vic Gundotra, Vice Presidente del reparto Engineering for Mobile and Developer programmes di Google. E lo dice poche ore prima che il suo stesso CEO, Eric Schmidt, salga sul palco del Mobile World Congress per svelare che le strategie del colosso americano puntano tutte sul cellulare: “Mobile first” è il nuovo mantra della multinazionale.
Gli operatori lanciano segnali d’allarme - ipotizzando imminenti saturazioni della rete, dovute proprio alla diffusione degli smartphone – mentre Schmidt invita i carrier alla collaborazione. Il suo punto di vista - ce n’è per tutti, la torta si può sempre allargare – è un po’ la parte mezza piena del bicchiere di Vittorio Colao, che poco prima protestava, fissando la parte mezza vuota. Se è vero che gli heavy user attualmente costituiscono l’1% degli utenti e consumano già il 70% della banda, una crescita della richiesta porterebbe a breve a saturare la Rete, ma “il punto sarà monetizzare questo trend, e non bloccarlo”, dice Schmidt. Per questo, i principali programmatori di Google hanno avuto istruzioni precise: focalizzarsi sul mobile. Come? Ricordiamo l’acquisizione, tre mesi fa, di AdMob, una delle reti pubblicitarie mobili più grandi al mondo, e una risposta ci pare di averla già trovata, anche se il fronte del mobile advertising è ancora nella sua infanzia.
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Google punta tutto sugli smartphone

La rivoluzione di internet mobile è maggiore di quella della stessa internet”. Lo dice Vic Gundotra, Vice Presidente del reparto Engineering for Mobile and Developer programmes di Google. E lo dice poche ore prima che il suo stesso CEO, Eric Schmidt, salga sul palco del Mobile World Congress per svelare che le strategie del colosso americano puntano tutte sul cellulare: “Mobile first” è il nuovo mantra della multinazionale.

Gli operatori lanciano segnali d’allarme - ipotizzando imminenti saturazioni della rete, dovute proprio alla diffusione degli smartphone – mentre Schmidt invita i carrier alla collaborazione. Il suo punto di vista - ce n’è per tutti, la torta si può sempre allargare – è un po’ la parte mezza piena del bicchiere di Vittorio Colao, che poco prima protestava, fissando la parte mezza vuota. Se è vero che gli heavy user attualmente costituiscono l’1% degli utenti e consumano già il 70% della banda, una crescita della richiesta porterebbe a breve a saturare la Rete, ma “il punto sarà monetizzare questo trend, e non bloccarlo”, dice Schmidt. Per questo, i principali programmatori di Google hanno avuto istruzioni precise: focalizzarsi sul mobile. Come? Ricordiamo l’acquisizione, tre mesi fa, di AdMob, una delle reti pubblicitarie mobili più grandi al mondo, e una risposta ci pare di averla già trovata, anche se il fronte del mobile advertising è ancora nella sua infanzia.

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Sorpresa Microsoft: ecco Windows Phone 7 Series
C’è. Non c’è. C’è. Non c’è. Per settimane la presentazione al Mobile World Congress di Windows 7 Mobile è stata in dubbio, tra voci di un sicuro debutto e altre di una sicura assenza. Nella giornata inaugurale dell’evento di Barcellona, Steve Ballmer, CEO di Microsoft Corp., ha presentato la tanto attesa nuova generazione, i Windows Phone 7 Series.
“In un mercato affollato di cellulari con formati simili e che fanno tutti la stesse cose, ho chiesto al nostro team di fornire un nuovo tipo di esperienza mobile”, ha rivelato Steve Ballmer, Chief Executive Officer di Microsoft. La distanza dai modelli precedenti si percepisce subito, fin dall’interfaccia grafica della schermata iniziale: sezioni aggiornate dinamicamente mostrano agli utenti i contenuti in tempo reale, importando status update, post o immagini condivise online dagli amici.
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Sorpresa Microsoft: ecco Windows Phone 7 Series

C’è. Non c’è. C’è. Non c’è. Per settimane la presentazione al Mobile World Congress di Windows 7 Mobile è stata in dubbio, tra voci di un sicuro debutto e altre di una sicura assenza. Nella giornata inaugurale dell’evento di Barcellona, Steve Ballmer, CEO di Microsoft Corp., ha presentato la tanto attesa nuova generazione, i Windows Phone 7 Series.

In un mercato affollato di cellulari con formati simili e che fanno tutti la stesse cose, ho chiesto al nostro team di fornire un nuovo tipo di esperienza mobile”, ha rivelato Steve Ballmer, Chief Executive Officer di Microsoft. La distanza dai modelli precedenti si percepisce subito, fin dall’interfaccia grafica della schermata iniziale: sezioni aggiornate dinamicamente mostrano agli utenti i contenuti in tempo reale, importando status update, post o immagini condivise online dagli amici.

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M-giving: fare beneficenza inquadrando un barcode
L’inaugurazione del Mobile World Congress apre una nuova era del mobile giving, la raccolta fondi per beneficienza tramite SMS. Con oltre il 10% dei fondi raccolti nei primi giorni tramite donazioni fatte in tutto il mondo via SMS, a Barcellona fa il suo debutto l’uso del barcone 2D. In quello che è ritenuto il primo esperimento di questo tipo, i delegati della fiera dedicata alla telefonia mobile potranno fare la loro donazione semplicemente inquadrando il codice con i propri cellulari.
Pubblicizzata con il claim “Everybody Wins”, la campagna conta su numerosi barcode affissi, tramite cartelloni dedicati, all’interno della fiera, negli stand e perfino sul colletto della camicia dello staff del Mobile World Congress. I partecipanti non dovranno fare altro che inquadrarlo con uno smartphone e NeoMedia, leader mondiale della tecnologia di rilevazione di barcode 2D, donerà 1 dollaro all’ONG francese Internews, per finanziare un programma di informazione di pubblica utilità sull’isola.
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M-giving: fare beneficenza inquadrando un barcode

L’inaugurazione del Mobile World Congress apre una nuova era del mobile giving, la raccolta fondi per beneficienza tramite SMS. Con oltre il 10% dei fondi raccolti nei primi giorni tramite donazioni fatte in tutto il mondo via SMS, a Barcellona fa il suo debutto l’uso del barcone 2D. In quello che è ritenuto il primo esperimento di questo tipo, i delegati della fiera dedicata alla telefonia mobile potranno fare la loro donazione semplicemente inquadrando il codice con i propri cellulari.

Pubblicizzata con il claim “Everybody Wins”, la campagna conta su numerosi barcode affissi, tramite cartelloni dedicati, all’interno della fiera, negli stand e perfino sul colletto della camicia dello staff del Mobile World Congress. I partecipanti non dovranno fare altro che inquadrarlo con uno smartphone e NeoMedia, leader mondiale della tecnologia di rilevazione di barcode 2D, donerà 1 dollaro all’ONG francese Internews, per finanziare un programma di informazione di pubblica utilità sull’isola.

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Create il vostro widget, cuccatevi 5000$
BONDI ha realizzato una tecnologia multipiattaforma per far girare applicazioni su tutti i cellulari. Ora servono le idee.
I tempi sono stretti, il lavoro da fare tanto. La situazione ideale è che abbiate già la vostra idea chiara in mente o la prima demo realizzata da qualche parte.
Il concorso è indetto da OMTP, piattaforma multioperatore cui partecipano AT&T, Deutsche Telekom AG, KT, Orange, Smart Communications, Telecom Italia, Telefónica e Vodafone, con il supporto di Nokia ed Ericcson. Roba seria.
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Create il vostro widget, cuccatevi 5000$

BONDI ha realizzato una tecnologia multipiattaforma per far girare applicazioni su tutti i cellulari. Ora servono le idee.

I tempi sono stretti, il lavoro da fare tanto. La situazione ideale è che abbiate già la vostra idea chiara in mente o la prima demo realizzata da qualche parte.

Il concorso è indetto da OMTP, piattaforma multioperatore cui partecipano AT&T, Deutsche Telekom AG, KT, Orange, Smart Communications, Telecom Italia, Telefónica e Vodafone, con il supporto di Nokia ed Ericcson. Roba seria.

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