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BlackBerry Z10, la prova dello smartphone full touchLo smartphone della rinascita punta a riscrivere da zero gli ultimi capitoli della storia dell’azienda. Un buon inizio, ma la strada è lunga

BlackBerry Z10, la prova dello smartphone full touch
Lo smartphone della rinascita punta a riscrivere da zero gli ultimi capitoli della storia dell’azienda. Un buon inizio, ma la strada è lunga

Source : gadget.wired.it
 Anteprima BlackBerry Z10Non arriverà che in primavera, ma siamo riusciti a mettere le mani sul nuovo BlackBerry con schermo full-touch. Ecco le prime impressioni

Anteprima BlackBerry Z10
Non arriverà che in primavera, ma siamo riusciti a mettere le mani sul nuovo BlackBerry con schermo full-touch. Ecco le prime impressioni

Source : gadget.wired.it
 I nuovi BlackBerry 10Presentato il nuovo sistema operativo e i primi due dispositivi: Z10 e Q10

I nuovi BlackBerry 10
Presentato il nuovo sistema operativo e i primi due dispositivi: Z10 e Q10

Source : gadget.wired.it
BlackBerry, 100 dollari di app in regaloHai passato una settimana infernale, a causa di quei problemi ai server di Rim? Eppure non hai mollato il tuo smartphone canadese? Eccoti premiato

BlackBerry, 100 dollari di app in regalo
Hai passato una settimana infernale, a causa di quei problemi ai server di Rim? Eppure non hai mollato il tuo smartphone canadese? Eccoti premiato

Source : gadget.wired.it
Mikko Hyppönen, F-Secure: “Android, un disastro per la sicurezza”Il bersaglio preferito resta Symbian, ma aumentano i malware progettati per colpire la piattaforma di Google e gli iPhone jailbreak. La più sicura? BlackBerry

Mikko Hyppönen, F-Secure: “Android, un disastro per la sicurezza”
Il bersaglio preferito resta Symbian, ma aumentano i malware progettati per colpire la piattaforma di Google e gli iPhone jailbreak. La più sicura? BlackBerry

Source : gadget.wired.it
Google punta tutto sugli smartphone
”La rivoluzione di internet mobile è maggiore di quella della stessa internet”. Lo dice Vic Gundotra, Vice Presidente del reparto Engineering for Mobile and Developer programmes di Google. E lo dice poche ore prima che il suo stesso CEO, Eric Schmidt, salga sul palco del Mobile World Congress per svelare che le strategie del colosso americano puntano tutte sul cellulare: “Mobile first” è il nuovo mantra della multinazionale.
Gli operatori lanciano segnali d’allarme - ipotizzando imminenti saturazioni della rete, dovute proprio alla diffusione degli smartphone – mentre Schmidt invita i carrier alla collaborazione. Il suo punto di vista - ce n’è per tutti, la torta si può sempre allargare – è un po’ la parte mezza piena del bicchiere di Vittorio Colao, che poco prima protestava, fissando la parte mezza vuota. Se è vero che gli heavy user attualmente costituiscono l’1% degli utenti e consumano già il 70% della banda, una crescita della richiesta porterebbe a breve a saturare la Rete, ma “il punto sarà monetizzare questo trend, e non bloccarlo”, dice Schmidt. Per questo, i principali programmatori di Google hanno avuto istruzioni precise: focalizzarsi sul mobile. Come? Ricordiamo l’acquisizione, tre mesi fa, di AdMob, una delle reti pubblicitarie mobili più grandi al mondo, e una risposta ci pare di averla già trovata, anche se il fronte del mobile advertising è ancora nella sua infanzia.
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Google punta tutto sugli smartphone

La rivoluzione di internet mobile è maggiore di quella della stessa internet”. Lo dice Vic Gundotra, Vice Presidente del reparto Engineering for Mobile and Developer programmes di Google. E lo dice poche ore prima che il suo stesso CEO, Eric Schmidt, salga sul palco del Mobile World Congress per svelare che le strategie del colosso americano puntano tutte sul cellulare: “Mobile first” è il nuovo mantra della multinazionale.

Gli operatori lanciano segnali d’allarme - ipotizzando imminenti saturazioni della rete, dovute proprio alla diffusione degli smartphone – mentre Schmidt invita i carrier alla collaborazione. Il suo punto di vista - ce n’è per tutti, la torta si può sempre allargare – è un po’ la parte mezza piena del bicchiere di Vittorio Colao, che poco prima protestava, fissando la parte mezza vuota. Se è vero che gli heavy user attualmente costituiscono l’1% degli utenti e consumano già il 70% della banda, una crescita della richiesta porterebbe a breve a saturare la Rete, ma “il punto sarà monetizzare questo trend, e non bloccarlo”, dice Schmidt. Per questo, i principali programmatori di Google hanno avuto istruzioni precise: focalizzarsi sul mobile. Come? Ricordiamo l’acquisizione, tre mesi fa, di AdMob, una delle reti pubblicitarie mobili più grandi al mondo, e una risposta ci pare di averla già trovata, anche se il fronte del mobile advertising è ancora nella sua infanzia.

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App Store: Android e BlackBerry insidiano iTunes
Avere tante applicazioni potrebbe non essere così vantaggioso…
Tanta, troppa scelta. Quello che fin dall’inizio era sembrato il punto di forza di Apple, le millemila applicazioni destinate all’iPhone, godrebbe improvvisamente di un calo di popolarità, almeno secondo la ricerca di Mplayit, il nuovo servizio di Facebook che consente di condividere idee e pareri sulle applicazioni per cellulari, su qualsiasi piattaforma girino.
“La questione dei numeri è irrilevante”, sostiene Michael Powers, CEO e fondatore di Mplayit. “La gente vuole avere la vita facile: non importa se ci sono cinquanta applicazioni diverse per realizzare la propria to-do list sull’iPhone, perché Android e BlackBerry hanno scelto di offrirne solo un paio, ma fatte bene, e gli utenti dimostrano di essere più felici”.
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App Store: Android e BlackBerry insidiano iTunes

Avere tante applicazioni potrebbe non essere così vantaggioso…

Tanta, troppa scelta. Quello che fin dall’inizio era sembrato il punto di forza di Apple, le millemila applicazioni destinate all’iPhone, godrebbe improvvisamente di un calo di popolarità, almeno secondo la ricerca di Mplayit, il nuovo servizio di Facebook che consente di condividere idee e pareri sulle applicazioni per cellulari, su qualsiasi piattaforma girino.

La questione dei numeri è irrilevante”, sostiene Michael Powers, CEO e fondatore di Mplayit. “La gente vuole avere la vita facile: non importa se ci sono cinquanta applicazioni diverse per realizzare la propria to-do list sull’iPhone, perché Android e BlackBerry hanno scelto di offrirne solo un paio, ma fatte bene, e gli utenti dimostrano di essere più felici”.

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